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Oltre l'identità. Lingue, culture, letterature del "noi".
Cos'è oggi l'identità? Come oltrepassare il limite di una visione multiculturale e interculturale? Quali sono le parole chiave di un dialogo possibile fra lingue, culture, letterature? A queste e altre domande tenteranno di dare una risposta gli autori migranti, i critici, i giornalisti ospiti della quinta edizione del festival A libro aperto. Lo faranno, attraverso la lettura e il commento dei loro e altrui testi, nelle tre diverse sezioni di Itinerari previste: Ritratti, Punti di vista, Orizzonti. Una lettura e un commento partecipati. Gli spettatori, a loro volta critici e autori, aggiungeranno parola a parola, idea a idea, tema a tema; si faranno interpreti e rilanceranno con le loro proposte, osservazioni, provocazioni.
Una lingua che attraverso le parole ci parli di sé aiuta a riflettere sulle sue forme; quando ci parli del mondo aiuta a riflettere sui significati di quelle forme. Ma non basta partire dalle forme per arrivare ai significati o viceversa. La chiave di volta è la risposta di chi a forme e significati tenta di dare un'interpretazione. È così che s'instaura un vero dialogo, fondato sulla reciproca consapevolezza della cooperazione nella diversità. Ed è l'interpretazione che consente di sognare il domani. Se il mondo costruisse ponti, anziché continuare a scavare fossati, assicurerebbe le nostre isole dai rischi della marginalizzazione o dell'estinzione; se ognuno di noi edificasse il proprio piccolo ponte, se cominciasse a dare valore al contatto, alle relazioni con le persone, alla comunicazione, allo scambio delle esperienze, darebbe un segnale forte al mondo.
Sono molte le lingue di ciascuno; se lo riconosciamo, se ci convinciamo che il monolinguismo non esiste, iniziamo a dialogare già con noi stessi. Sono molte anche le identità di ciascuno; se lo riconosciamo, se ci convinciamo che il rapporto con noi stessi non è un rapporto uno a uno, un percorso lungo un vicolo cieco (o una strada a senso unico), ma una "trafficata" relazione uno a molti, un continuo viavai, iniziamo a dialogare già dentro di noi. C'è chi, al termine identità, preferisce quello di identificazione. I rispettivi concetti, com'è evidente, non sono perfettamente sovrapponibili. Tuttavia identificazione, se si potesse sostituire tutte le volte a identità, lo sostituirei volentieri. Perché l'identità è una proiezione del proprio sé, l'identificazione è una proiezione del modo in cui gli altri guardano a quello che sappiamo di noi. La prima appartiene a me, l'altra al mondo che si è fatto un'immagine di quel che sono e di come io stesso mi percepisco. L'identificazione è una corda lanciata al mio prossimo, al mio interlocutore, della quale tengo in mano una cima. L'altra spero la prenda lui, aiutandomi a riconoscermi; così, riconoscendomi in lui, riconosco anche lui. L'identificazione, in questo senso, può essere un ponte fra le diverse culture e le diverse civiltà. Oltre l'interculturalismo. Verso il transculturalismo.
Quell'ultima, benedettissima meta.
Un giorno gli intrecci e le intersezioni dell'interculturalismo evolveranno, si spera, verso la realizzazione dell'utopia della fusione auspicata dalla filosofia transculturale. Quel giorno, tra gli elementi componenti le tante forme ibride diffuse oggi per il mondo, saranno diventati del tutto invisibili i punti di sutura. Quel giorno non ci saranno più l'Io o l'Altro o l'Io accanto all'Altro, ma solo l'Io e l'Altro. Quel giorno i libri, potenzialmente tutti aperti dinanzi a noi, potremmo tornare a leggerli e interpretarli insieme. Realmente, non più soltanto attraverso la condivisione virtuale consentita dalla Rete.
Massimo Arcangeli


BIOGRAFIE ARTISTI

Ubah Cristina Ali Farah
Ubah Cristina Ali Farah

Ubah Cristina Ali Farah è nata a Verona nel 1973 da padre somalo e madre italiana. È vissuta a Mogadiscio (Somalia) dal 1976 al 1991 quando è stata costretta a fuggire, con il suo primo figlio, a causa della guerra civile scoppiata nel paese. Si è trasferita per alcuni anni a Pécs, in Ungheria, e in seguito a Verona.

Dal 1997 vive stabilmente a Roma dove si è laureata in Lettere. A Roma sono nati i suoi ultimi due figli. Attualmente è esperta linguistica di Lingua somala all'Università di Roma Tre e collabora con la Cronaca di Roma di Repubblica, con Internazionale e scrive per The Black Blog di Vogue Italia.

In Italia e all'estero suoi racconti e poesie sono stati pubblicati in diverse antologie e riviste. Nel 2006 ha vinto il "Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre" alla Fiera Internazionale del Libro di Torino. Nella primavera 2007 è uscito "Madre piccola" il suo primo romanzo, edito da Frassinelli vincitore del Premio Vittorini nel giugno 2008. Il romanzo è stato pubblicato nei Paesi Bassi (Barni en Domenica, Sirene 2008) e negli USA (Little mother, Indiana University press, 2011).



Daniele Balicco
Daniele Balicco

Daniele Balicco vive e lavora a Roma. Collabora con l'Università degli Studi di Siena. E' redattore delle riviste: Allegoria, L'Ospite Ingrato, Studi e ricerche di storia contemporanea. Lavora nella direzione scientifica del Centro Studi Franco Fortini e del progetto editoriale "L'Altronovecento.

Comunismo eretico e pensiero critico" diretto da Pier Paolo Poggio (Jakabook). Scrive sulle pagine culturali del Manifesto; per il supplemento culturale "Alias" firma la rubrica "Italia". E' autore di "Non parlo a tutti. Franco Fortini intellettuale politico", Manifestolibri, Roma 2006; sta preparando per le edizioni Laterza un volume sulla mutazione antropologica e politica dell'Italia.



Amara Lakhous
Amara Lakhous

Amara Lakhous è nato ad Algeri nel 1970 e vive a Roma dal 1995. Laureato in filosofia all'Università di Algeri e in antropologia culturale alla Sapienza di Roma dove ha conseguito il suo dottorato di ricerca sugli immigrati musulmani arabi in Italia". Nel 2003 ha pubblicato in Algeria il suo secondo romanzo in arabo, Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda, successivamente riscritto in italiano con il titolo Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio (Edizioni E/O 2006).

Con questo romanzo, tradotto in varie lingue, ha vinto nel 2006 il premio Flaiano per la narrativa e il premio Racalmare – Leonardo Sciascia. Nel maggio 2010 è uscito l'omonimo film, diretto da Isotta Toso. Recentemente ha pubblicato sempre con lo stesso editore due romanzi: Divorzio all'islamica a viale Marconi e Un pirata piccolo piccolo.



Filippo La Porta
Filippo La Porta

Filippo La Porta, critico e saggista è nato il 3/9/1952 a Roma, dove risiede. Lavora a contratto con università e istituti Collabora regolarmente a Corriere della sera, Repubblica XL , Messaggero Domenicale del Sole 24 ore. Pubblicazioni: recenti Maestri irregolari (Bollati Boringhieri 2007), vincitore del premio De Lollis, Chieti E un problema tuo, Gaffi, 2009 (precedentemente Non c'è problema, Feltrinelli, 1997) Dizionario della critica militante, con Giuseppe Leonelli (Bompiani 2007) Diario di un patriota perplesso negli Usa e/o 2008 Uno sguardo sulla città: 23 interviste a scrittori italiani sulla loro città (Donzelli 2010) ristampa (con nuova nota) di Pasolini, Uno gnostico innamorato della realtà (Le Lettere 2010) Meno letteratura, per favore (Bollati Boringhieri, 2010).




Nicolai Lilin
Nicolai Lilin

Nicolai Lilin è uno scrittore russo di origine siberiana, nato nel 1980 a Bender, in Transnistria (stato indipendente riconosciuto oggi come Repubblica Moldava, ma all'epoca facente parte dell'Unione Sovietica) e da circa sei anni si è trasferito in Italia. Nel 2009 pubblica per Einaudi Educazione siberiana, il suo romanzo d'esordio, scritto direttamente in italiano, che diventa subito un caso editoriale. Il primo a elogiare Educazione siberiana è stato Roberto Saviano sulle pagine di Repubblica, e da allora in poi Lilin si è conquistato i lettori italiani, con quasi 100.000 copie vendute finora in Italia e l'interesse della televisione, che lo ha invitato a diversi programmi televisivi (L'Era Glaciale, Chiambretti Night, Barbareschi Sciock).

Educazione Siberiana è stato tradotto in quattordici lingue e ha venduto finora i diritti a diciotto altri paesi nel Mondo. L'interesse su questo romanzo arriva anche al mondo del cinema: sarà il premio Oscar Gabriele Salvatores a dirigere la trasposizone cinematografica di Educazione siberiana: la società di produzione Cattleya, insieme a Universal Pictures ha infatti acquistato i diritti cinematografici del libro. Nell'aprile del 2010 Nicolai Lilin firma un altro libro unico, Caduta libera, duro e vero come già Educazione siberiana. E lo fa raccontando in prima persona la sua esperienza di diciottenne in Cecenia nelle fila dell'esercito russo. Senza ideologie né filtri, Lilin scrive della guerra in Cecenia come nessuno aveva ancora fatto, trasformando quel conflitto nello specchio di tutte le guerre contemporanee, iper tecnologiche, disumane

. Il romanzo vince il Premio Minerva per la "Letteratura ad impegno Civile" ed è finalista ad altri quattro premi letterari. Oltre a dedicarsi alla scrittura, Nicolai Lilin scrive per Repubblica e L'Espresso e collabora con altri magazine. Nel 2011 fonda uno spazio culturale a Milano, "Kolima Contemporary Culture", un luogo dedicato ad esposizioni di arte e fotografia, animate da altri appuntamenti culturali quali reading, concerti acustici, presentazioni letterarie e teatrali. Tra le sue attività ricordiamo anche quella legata all'arte e tradizione del disegno e della simbologia del tatuaggio siberiano, ricco di codici complessi e delle tecniche che lo contraddistinguono.



Giancarlo Liviano D'Arcangelo
Giancarlo Liviano D'Arcangelo

Giancarlo Liviano D'Arcangelo è originario di Martina Franca e vive a Roma. Ha esordito nel 2007 con il romanzo Andai, dentro la notte illuminata (PeQuod), finalista al premio Viareggio. Nello stesso anno un suo racconto, Le Suicide de Paris, è stato selezionato nel Best Off di Minimum Fax.

Nel 2008 ha partecipato alla raccolta di racconti La Storia siamo noi (Neri Pozza), che ha aperto il Festival delle Letterature di Roma. Per settembre 2011 è prevista l'uscita del reportage narrativo Le Ceneri di Mike, che sarà pubblicato da Fandango Libri. È studioso di mass media, scrive di cultura per l'Unità ed è redattore di Nuovi Argomenti.



Igiaba Scego
Igiaba Scego

Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974. Scrive su "l'Unità", "Internazionale" e su molte riviste che si occupano di migrazioni e culture africane, tra cui "Nigrizia". Tra i suoi libri, Pecore nere (Laterza 2005) e Oltre Babilonia (Donzelli 2008). Il suo ultimo lavoro, il memoir "la mia casa è dove sono" (Rizzoli), ha vinto il premio Mondello 2011.

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Associazione Culturale Quit
Associazione Culturale Quit

Quit è un'associazione culturale con base a Cagliari che orbita intorno alla contemporaneità nelle sue varie forme. Quit nasce nel 2008 da un gruppo di musicisti, videoartisti, web designer, grafici e architetti uniti nella ricerca di nuove forme di espressione e interazione nell'ambito delle nuove tecnologie. I progetti vengono sviluppati attraverso il lavoro di studio, ricerca, seminari e live performance. La produzione si compone di progetti collettivi e individuali per i quali vengono utilizzati linguaggi che vanno dalle sonorizzazioni, all'allestimento e mappaggio degli spazi, alla produzione di installazioni interattive e alla direzione di prodotti destinati alla comunicazione e all'art direction di eventi, live media, seminari e workshop. Negli ultimi anni, i componenti di Quit sono stati ospitati in festival, manifestazioni culturali, musei e gallerie nazionali e internazionali, hanno collaborato alla realizzazione di iniziative culturali e campagne promozionali. Quit è specializzata in audio Visual concerts, vj performances, interactive installations, light Installations, video productions Michele Casanova Marcello Cualbu



Giorgia Atzeni – Associazione FogliVolanti
Giorgia Atzeni – Associazione FogliVolanti

Sono nata a Cagliari nel 1973. In adolescenza, ho studiato violino e crescendo canto lirico. Ho frequentato l'Università di Cagliari e mi sono laureata in lettere. Oggi sono storica dell'arte, specializzata in disegno, incisione e grafica, con un phd in Letteratura comparata. Mi è sempre piaciuto disegnare, e ancora oggi mi divido tra il ruolo di illustratrice e quello di ricercatore universitario approfondendo gli aspetti intrinseci ed estrinseci del "Libro antico illustrato in Sardegna". Partecipo spesso a mostre collettive e guido laboratori creativi coi bambini. Nel tempo libero organizzo mostre e produco morbidi Mostrilli colorati. Ho allestito la personale Girls e ideato le mostre Sketchbook mania - Moleskine dal Mondo e Sono arrivati i mostri! ospitata nel 2007 alla Casina di Raffaello, nei giardini di Villa Borghese, a Roma. Ho pubblicato le mie illustrazioni con diversi editori nazionali, tra cui Salani, Il Castoro e Giunti. Nel 2009 sono stata premiata da "Sardegna Ricerche" quale giovane designer nel concorso "Maglietta creativa. La Sardegna tra tradizione e innovazione". Da ultimo, ho allestito la mostra "Il circo senza animali" all'Exmà di Cagliari, coinvolgendo 72 illustratori di fama mondiale. Info: www.giorgiatzeni.it




Valeria Murgia
Valeria Murgia

Si diploma all'Istituto Statale d'Arte di Oristano per poi trasferirsi a Milano dove si specializza in fotografia e grafica pubblicitaria all'Accademia di Belle Arti. Nel suo percorso di crescita è fondamentale l'incontro con Mario Cresci, suo docente di fotografia, col quale si dedica alla fotografia artistica in bianco e nero. Approda poi a Firenze, per approfondire gli studi di grafica e fotografia iniziati nel capoluogo lombardo. Dopo queste esperienze nella penisola, decide di tornare in Sardegna dove il suo sguardo autentico e introspettivo si sofferma sul passato della sua terra, fatto di volti, rovine e tradizioni. Sull'isola ha iniziato a partecipare a mostre collettive a tema e non. Affascinata dal mondo dello spettacolo si dedica alla fotografia di concerti jazz, partecipa al seminario fotografia jazz presso il Nuoro Jazz Festival, col fotografo Pino Ninfa e vince la borsa di studio. Attualmente continua la sua ricerca artistica sperimentando sempre nuovi temi, dove finzione e realtà si fondono insieme.




Valeria Murgia
Paranza Ammiscata

Paranza Ammiscata è un progetto coreutico-musicale che nasce nel 2007 a Bologna. Qui si vengono a incontrare le molteplici esperienze degli attuali membri del gruppo: un incontro di culture, tradizioni, abitudini e luoghi differenti, uniti da un'esigenza condivisa di raccontare e trasmettere queste diverse esperienze attraverso un linguaggio comune, quale è la musica. Tale spirito è rappresentato pienamente dal nome stesso del gruppo: infatti, in Campania, il termine 'paranza', oltre ad indicare il fritto misto, designa anche i gruppi di cantori che si dedicano al Culto delle Madonne dell'area circumvesuviana. Quindi Paranza come gruppo misto di cantori, Ammiscata in quanto ogni membro proviene da un luogo diverso dell'Italia:
- Alberto Mammollino, percussionista e voce (Puglia – Daunia)
- Gianluca Carta, polistrumentista (Sardegna – Barbagia)
- Alberto Fiorito, chitarra, oud, mandolino, voce (Puglia – Salento)
- Francesco Crudo, organetto, flauto, idiofoni (Calabria centrale)
- Andrea Lo Vato, violino (Sicilia)
- Lucia Crescenzi, voce e danza (Puglia – Daunia)
- Eleonora Baldassarri, danza (Emilia Romagna)
- Paola Perrone, danza (Calabria)
Il repertorio eseguito attraversa diverse forme coreutico-musicali tipiche del Sud Italia come pizziche, tammurriate, tarantelle calabresi e del gargano, rielaborate ed interpretate attraverso un'ottica più ampia, ovvero con uno sguardo volto a comprendere le variegate espressioni musicali mediterranee.




OPITALITÀ E DINTORNI
Elenco delle strutture ricettive e di ristorazione>>


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